"Linguaggio della ricerca, linguaggio tutto teso all'apertura della possibilità ed alla frattura interna della sua struttura parziale, linguaggio divaricato nell'accavallarsi della "parola plurale". Da esso prendo il verbo, alleggerito del suo peso nella domanda, e l'azione o lo stato di tale verbo divengono qualcosa di sublimato nell'immagine e nel simbolo. Il senso migra, passa attraverso grappoli e folle di sfumature molteplici: il non detto, il vissuto. In un movimento d'accelerazione e sospensione e incarnazione,la scrittura coreografica diviene per me strumento privilegiato di un processo irreversibile, inafferrabile e sempre rinnovato. La danza cura le ferite del discorso, non si offre(non dovrebbe) allo scandalo dell'operazione retorica; il linguaggio poetico, al limitare della parola, è dunque il piede del mio spirito, l'immagine e la sua metamorfosi il mio orizzonte di domanda e d'attesa, come valore etico ed estetico. Nel processo creativo emerge dall'ombra una faglia del pensiero o discontinuità del reale, numerosi punti devono essere colmati attraverso un'estensione ed uno strappo alla vita di colui che crea e di colui che interpreta, avanzando con il passo sinistro verso la coscienza della morte ed il destro verso quella della libertà."
La Compagnia Nuda Veritas viene creata nel 2001 da Giovanna Amarù, danzatrice e coreografa, riprendendo il titolo latino del celebre quadro di Gustav Klimt che rappresenta una enigmatica donna nuda con una lente nella mano destra ed un serpente ai suoi piedi. Nuova Eva e Madonna, fragile icona eretta di fronte all'ambigua ricerca del senso/verità. Il lavoro della Compagnia può inscriversi nel dominio della danza contemporanea e del teatro danza, che restano tuttavia delle categorie tanto vaste quanto il teatro stesso, e può ricondursi alla ricerca sulla migrazione del senso della parola verso la scrittura del movimento e la scrittura per immagini. In particolare, Nuda Veritas mira all'integrazione del linguaggio coreografico e teatrale contemporaneo con la video arte, le arti figurative e musicali, attraverso tematiche e fonti d'ispirazione letteraria, utilizzate come patrimonio culturale comune alla produzione artistica occidentale. Vicino alla lente ed al serpente, la letteratura diviene dunque una sorgente inesauribile di riferimenti necessari al processo di creazione, così come i riferimenti iconografici della pittura e della scultura, in modo tale che una scrittura originale possa prendere forma attraverso tagli e metamorfosi successive. In questo senso, il lavoro sulla parola diventa un perpetuo rinvio al non detto e all'altrove ed il lavoro sull'immagine ed il movimento si rivela nel legame tra densità e ritmo: il presente sospeso dell'immagine corre ineluttabilmente verso la propria fine. L'elemento di sintesi e limitazione fra i diversi linguaggi artistici è dato dalla concezione spaziale. Oggetti, superfici ed elementi materiali divengono un nucleo estetico a partire dal quale il movimento danzato trova la sua giustificazione interna, in quanto esplorazione del dato reale, e gli interpreti trovano la loro condizione sensoriale di partenza nella drammaturgia.